Sesso con mia madre
La mia passione per l’intimo femminile è nata quando ero in collegio, ma forse già l’avevo. Questa passione quando ero in vacanza mi portava spesso a spiare le mie donne, mamma, zie e cugine. Volevo sapere come si vestivano, dove avevano l’intimo per poi rubarlo, mi piacevano vederle vestirsi, spogliarsi.
Chiaramente ero destinato, quando scoperto e prendere botte da orbi. Ma tutto questo mi eccitava ancora di più. Perché così potevo toccarle, guardarle meglio. Solo una però mi ha sempre affascinato da morire, la più bella, la più sensuale. Mia madre.
Non perdevo occasione per poterla ammirare. Una donna veramente eccezionale, giovane, mi ha fatto quando aveva 17 anni, slanciata, un seno meraviglioso tondo, sodo, con due capezzoli che quando erano eccitati, erano due coni durissimi, spesso spuntavano da camicette e magliette. Un sedere tondo ben fatto, due gambe slanciate perfette, ventre piatto, una fica bellissima sempre depilata. La bocca sensuale carnosa, occhi verdi grandi , capelli lunghi lisci neri. Mani e piedi curatissimi. La guardavo mentre si spogliava, faceva il bagno, i suoi bisogni, quando cucinava, mangiava, si preparava per dormire. La cosa che mi faceva impazzire era quando si vestiva, passava delle ore davanti allo specchio, si lisciava le calze si aggiusta lo slip si ammirava il sedere, poi la scelta del reggiseno, anche se non ne aveva bisogno, se lo aggiustava, lo cambiava, provava quelli a balconcino, a volte andava senza. La scelta della minigonna o dell’abito da sera con grandi scollature e spacchi. Le calzature, sempre con i tacchi altissimi.
La mia passione si scatenava quando mi chiedeva di andare a giocare fuori. Sapevo cosa stava per accadere. Doveva arrivare un suo amante o una sua amante. Facevo finta di andarmene ed invece rimanevo in casa e mi nascondevo sotto il mio letto, attendevo che andasse in bagno, la guardavo dalla serratura e poi attendevo che andasse in camera da letto. Li iniziava la mia passione. La ammiravo dalla porta sempre socchiusa. Completamente nuda si ammirava, si truccava, poi sceglieva le calze, le indossava sulle sue bellissime gambe accarezzandosi. Il reggicalze, lo allacciava stando in piedi, prima in vita poi gli elastici sulle calze. Il reggiseno, era sempre per me una tortura, guardavo quel seno e pensavo di essere io a metterglielo. Come se ciò non bastasse si accarezzava sempre e si guardava allo specchio. A volte indossava un corpetto da far resuscitare un morto con il reggiseno ed il reggicalze. Li già il mio sesso era teso ma doveva arrivare il meglio e cercavo di trattenermi. Le mutandine finissime rendevano ancor più esaltante il sedere e la fica non coprivamo assolutamente nulla ma si adattavano perfettamente a quel corpo meraviglioso. Poi i tacchi a spillo dorati, normalmente. Poi la vestaglia, delicatissima e sensuale.
Ora dovevo solo attendere, seguitavo ad ammirarla a volte cambiava qualcosa, si ammirava cercava la perfezione in ogni piccolo particolare. Poi il campanello di casa, subito nel mio nascondiglio, li sentivo parlare, poi andare in camera da letto. A quel punto ero al sicuro, uscivo dal mio nascondiglio e mi mettevo comodo per guardare. Era sempre uno spettacolo esaltante. Mia madre sul letto che si faceva togliere le mutandine, poi alzava le gambe e le divaricava, mostrando al suo amante la fica umida. Normalmente lo invitava a baciargliela, volevo essere io a baciarla leccarla, ma dovevo ancora attendere. Di li a poco iniziava quello che mi faceva impazzire, guardavo quella femmina con quell’intimo, che mugulava diceva frasi sconnesse, incitava lui, si contorceva, abbracciava con le gambe il suo amante, lo prendeva in bocca, di dietro, da tutte le parti, poi un ultimo grido ed un lamento che diventava sempre più fievole per poi rimanere a gambe aperte con la fica che grondava di sperma.
A questo punto io ero già venuto abbondantemente. Ma volevo il seguito. Nudi completamente andavano in bagno per la doccia. Io entravo in camera per poter odorare quell’ intimo fradicio di sperma. Più di una volta l’ho rubato. Poi immediatamente nel mio nascondiglio. Mamma non si accorgeva di nulla prendeva tutto e lo metteva in un cesto per lavare.
Quando ritornavo in collegio, quello era il mio trofeo. Raccontavo agli amici chi era mia madre come scopava, come mi faceva impazzire. Naturalmente non mi credevano ma si accontentavano dei miei trofei.
Attendevo sempre con ansia la vacanza. Ma una volta fu decisiva per me e cambiò il mio modo di fare sesso con gli altri.
Oramai avevo 16 anni, non avevo mai avuto esperienze con una donna, ma solo esperienze omosessuali con i miei amici, ma avevo sempre il pallino fisso di mamma, mi piaceva, mi eccitava il solo pensiero. Quell’estate andai a casa al mare per un mese intero con mia madre. E inutile dirlo ma il mio pensiero era sempre lì su quella super femmina. Mi piaceva guardarla, vederla in bikini in spiaggia era da morire, due triangoli sui seni mostravano i segni dei capezzoli, e gli slip disegnavano la forma del sedere e del sesso. Gli slip gli entravano nel mezzo e mostravano la forma delle grandi labbra. Quando usciva dall’acqua sembrava Venere nuda. Mi mettevo sdraiato davanti a lei per poterla guardare meglio, ma dovevo andare in acqua spesso per potermi calmare. In casa andava in giro senza reggiseno ed io tentavo in tutti i modi almeno di sfiorarla. In spiaggia mi chiamava per potergli spargere la crema solare sulla schiena ed io ne approfittavo per poterla accarezzare sotto le ascelle verso i suoi seni e sotto gli slip sul sedere. In acqua la guardavo con la maschera e più di una volta sono stato vicino per toccarla. Sentivo i commenti delle vicine, c’era chi la voleva impiccare perché era una puttana, ma anche chi voleva fare l’amore con lei. Gli uomini se la scopavano con gli occhi. Io lì a guardare e ad eccitarmi solamente.
Ma una mattina mi svegliai con il sesso più teso del solito, avevo pensato a mamma tutta la notte, avevo sognato la sua fica, come avrei potuto leccarla, scaricare il mio sesso dentro di lei, le sue tette, la sua bocca sul mio cazzo, le mie mani che l’accarezzavano tutta. Mia madre fece finta di nulla, ma riuscii a sfiorarla con il mio sesso. Ci avviammo alla spiaggia, ma non riuscii a fare nulla, il mio pensiero era sempre lì, su quella fica, guardavo i suoi slip dentro le grandi labbra, i suoi capezzoli che disegnavano il reggiseno, le sue labbra socchiuse, le sue mani che di tanto in tanto aggiustavano gli slip, i suoi occhi nascosti dagli occhiali a specchio, ma Il mio sesso era sempre in tiro, spesso andavo in acqua per calmarmi un po’, ma invece, mi eccitavo di più.
Ora di pranzo, andammo a casa e lei mi disse: ”fatti la doccia che poi mangiamo”. Andai nel bagno mi spogliai, aprii la doccia, ma il mio sesso era duro e teso come non mai. Dalla porta del bagno aperta, la vedevo con il seno nudo affaccendarsi a preparare il pranzo, poi la vidi andare in camera. Non ne potevo più, sentivo il mio sesso durissimo, completamente aperto, il glande viola, lucido, iniziava a bagnarsi, presi coraggio, ed andai in camera. Era di spalle si stava togliendo gli slip, li gettò sul letto e ne cercò altri, fece per indossarli, ma probabilmente sentì il mio respiro affannoso dietro di lei. Si girò verso di me, era magnifica, il suo sguardo andò subito sul mio sesso completamente eccitato, la mia mano che lo masturbava. Guardavo il suo splendido seno e vedevo i suoi capezzoli indurirsi e svettare sui seni, sentivo il suo respiro farsi più corto. Si avvicinò a me, sentii la sua mano sul mio sesso, la sua bocca si schiuse, si posò sulla mia, la sua lingua entrò dentro e si attorcigliò con la mia, prese le mie mani e le posò sul suo seno. Mi disse: “Ti aspettavo” e poi “scopami ho voglia di te”. Mi spinse sul letto, il mio sesso stava per esplodere. Lei salì con le ginocchia divaricate su di me, il suo sesso aperto sfiorava il mio in verticale. “E’ la prima volta?” “Si” “Scopami con tutta la forza che hai, fammi sentire donna fino in fondo”, e si abbassò su di me.
Il mio sesso si infilò nel suo come se fosse risucchiato da una forza misteriosa. Sentivo la sua fica scorrere, calda, umida, accogliente, non era una mano, una bocca o un sedere dei miei amici, ma una cosa completamente diversa, morbida, non sentivo dolore, ma un immenso piacere. Spingevo con tutta la forza che avevo, la sollevai col mio sesso, spingevo solamente, le mie mani sul suo sedere la spingevano verso di me. Sentivo quello che avevo sempre sognato, il suo mugulare, il suo respiro affannoso, le sue grida, il suo dimenarsi. Questa volta erano per me. Ci rotolammo nel letto più volte il mio sesso piantato fino in fondo, le bocche unite, le mie mani non sapevano dove andare, sui seni, sui fianchi, le sue aprivano il mio sedere a spingermi meglio. Provai a fare tre o quattro movimenti , ma lanciai un urlo e sborrai con forza abbondantemente. Il suo mugulare si trasformò in “Ancora! Ancora”. In effetti il sesso era rimasto durissimo, ma volevo baciare quella fica straordinaria. Mi staccai da lei, guardai il suo sesso pieno di sperma, con delicatezza gli allargai le gambe e mi tuffai con il viso nel mezzo. Sentii le sue mani spingermi con forza la testa verso il suo sesso la sentii gridare: “Leccami, leccami”. La leccai avidamente, non era come con i miei amici, era un sapore nuovo bellissimo. La sentivo vibrare sotto di me come una foglia. Improvvisamente sentii un sapore diverso dolciastro e le sue grida cessarono, si trasformarono in un lungo e flebile lamento. Aveva il fiato cortissimo, ansimava, il suo seno seguiva il respiro con i capezzoli durissimi. Poi allontanò la mia testa. Posò la sua bocca sul mio sesso ancora bagnato e succhiò avidamente, la sua lingua sul glande poi lo spinse giù fino in fondo, sentivo la sua gola strusciare sul glande, lo tirò fuori e poi ancora dentro, così fino a quando non sborrai di nuovo e gli riempii la bocca.
Si avvicinò a me mi baciò, lo sperma scendeva dalla sua bocca verso la mia sul collo sul petto, versò lo sperma sulla mia bocca, si spalmò il viso, il seno, si sdraiò su di me e lo sperma fu il nostro lubrificante. Il tutto seguitò per molto tempo, fino a quando io senza forze, inzuppati di sperma, ci trovammo avvinghiati l’uno nell’altro.
“Amore, hai realizzato il desiderio di ogni mamma , quello di essere la prima donna di suo figlio” e soggiunse “Sei meraviglioso, hai una lingua e due mani adorabili” risposi “Ti ho sognato e desiderato da sempre, sono pazzo di te, ti voglio ancora.” E lei “Lo so” e chiuse le mia labbra con le sue. Continuammo fino allo stremo delle forze. Quando mi addormentai tra le sue braccia.
Per tutta la settimana facemmo l’amore in tutte le posizioni ed in tutti modi anche tre o quattro volte al giorno. Gli amici non si facevano più ne vedere ne sentire. La scopai in acqua, in auto, in cucina, nel bagno, in spiaggia, al cinema, sesso orale, anale, masturbazioni, ogni momento era buono, bastava un niente per iniziare a far sesso, guardando la tv, al ristorante raccogliendo il tovagliolo, accarezzargli le gambe ed andare in bagno, giocare con il suo rossetto mentre si truccava, per truccargli la fica. Non esistevano limiti alla fantasia.
Dopo una settimana di tour-de-force spossato, sul letto gli raccontai del collegio, della mia passione per il suo intimo, non ebbi il coraggio di dire dei miei desideri omosessuali. Ma più parlavo e più mi sembrava di leggerle un libro a lei conosciuto. Sapeva perfettamente di me delle mie voglie. Mi disse che la porta della camera semiaperta era per me, l’intimo che trovavo era li per me, della mia misura, la più sexy. Si era accorta di tutto, quando iniziò a scoprire che mancavano dei suoi capi di abbigliamento e quando nella valigia che portavo in collegio trovò un paio di suoi slip che aveva utilizzato per pulirsi dopo un suo rapporto. Aveva immaginato tutto. Sperava solo che questo momento fosse accaduto prima. La fica piena di sperma che mostrava dopo il rapporto era per me, sapeva che ero dietro la porta e sperava che scoppiassi e che intervenissi per leccarla. “Questa fica sarà sempre per te, è la tua fica, sei uscito da qui. E quel cazzo meraviglioso è il mio io l’ho fatto!! Ed io lo voglio!!”.
Le vacanze si avviavano al termine avevo ancora una dozzina di giorni, riprendemmo a scoparci come mai avrei immaginato. Stavamo quasi sempre a casa, scopavamo di continuo. Tra una scopata e l’altra mi mostrava il suo intimo, me lo faceva indossare, mi insegnava a indossarlo, poi un giorno, dopo che mi aveva vestito da vera donna, mentre mi stavo specchiando e lei si accarezzava gli dissi delle mie voglie omosessuali. Lei si avvicinò a me mi baciò e mi disse: “Ora so, che sei veramente mio figlio, sei come me, a noi due piace fare sesso sia con maschi che con femmine, ma tu, se vuoi essere un vero amante, devi cambiare modo di fare sesso”. “Come?” domandai sorpreso. E lei, da dietro, stringendomi tra le sue braccia ed accarezzandomi continuò: “Tu hai fatto sesso con me in tutti i modi, mi hai lavato nello sperma, me lo hai messo in ogni parte, mi hai baciato e leccato, accarezzato ogni angolo del mio corpo, mi hai fatto raggiungere il settimo cielo. Ma tutto questo è avvenuto perché IO SONO IL TUO DESIDERIO, tu mi hai voluto, cercato, desiderato ed io ho goduto perché sentivo che tu godevi. Questo devi imparare, non devi far sesso per te, ma per il tuo partner, tu devi godere quando il tuo partner gode, non perché tu godi mettendolo dentro ad un qualcosa. Tu hai goduto perché hai realizzato il tuo desiderio. Io invece ho goduto perché tu hai goduto, ti ho sentito mio. In questo modo godrai sempre e non solo quando ne avrai bisogno. Devi imparare ed ESSERE DESIDERIO per gli altri. Quando indossi quest’intimo non devi sentire la soddisfazione per te, l’essere accarezzato da questi indumenti delicati come ali di farfalla, ma devi suscitare desiderio in chi ti guarda. Che scopo avremmo noi donne ad indossare certi indumenti se poi nessuno ci guarda”.
Aveva perfettamente ragione, io pensavo solo a me stesso, al mio piacere. Quando indossavo certe calze o certi slip, mi eccitavo a tal punto, da sborrare immediatamente senza neppure toccarmi.
“insegnami ad essere DESIDERIO” dissi. Lei mi guardò con i suoi grandi occhi e mi disse: “Hai due mani stupende ad una lingua meravigliosa, usala per gli altri, non per te”.
I giorni che rimasero, cercai in tutti i modi di sentirmi DESIDERIO per lei, provai nuove soddisfazioni, molto più grandi delle prime. Le sue amiche ed i suoi amici ritornarono e cercai di seguire i suoi consigli. Dovevo essere DESIDERIO per loro, le donne mi cercavano per sodomizzarmi con i loro giocattoli, gli uomini, perche li eccitassi per poter poi scopare mia madre.
Di li a poco, tornai per sempre a casa, la porta della camera da letto ora era sempre aperta, i suoi amici e le sue amiche mi cercavano mi DESIDERAVANO. Per alcuni ero sempre un intruso, ma per tanti altri ero DESIDERIO. Indossavo l’intimo più seducente e mi piaceva in particolar modo usare la lingua e le mani, leccavo il clitoride della mia adorata quando era penetrata e le leccavo il sesso bagnato, leccavo tra il suo sesso penetrato ed il sedere, masturbavo ed accompagnavo con la bocca il pene che poi l’avrebbe scopata, ma sempre DESIDERATO sia da uomini che da donne.
Abbiamo vissuto così da amanti vari anni. Esperienza unica bellissima, travolgente.
Ma un giorno mia madre telefona da Parigi, dove si era recata per un servizio fotografico e mi dice: “Amore ti porto un regalo che ti farà sicuramente impazzire, a me piace da morire”. Quel regalo però, non è mai arrivato, la mia Dea muore in autostrada per recarsi all’aeroporto e prendere quell’aereo che poi l’avrebbe portata a casa, invece tornano a casa solo i suoi ricordi. Aveva solo 40 anni io 23.
Non e stato semplice sopravvivere a questa esperienza, mi ritrovai completamente solo, con i suoi ricordi, il suo sapore. Solo, come un cane, nemmeno gli uomini mi piacciono più. Ho vissuto per molto tempo con i suoi ricordi, le sue foto, il suo intimo, i suoi tacchi a spillo. Mi masturbavo guardando le sue foto, la chiamavo ad alta voce, ma lei non c’era. Scrivo questo racconto con la sua foto più eccitante davanti a me, mi eccito ancora a vedere la mia Dea con il suo intimo, le sue mani sul seno nel gesto di offrirmelo, il suo sesso aperto e grondante di sperma che scende verso il suo sedere per poi colare nel divano in pelle nera, le sue bellissime gambe divaricate guarnite da calze viola e reggicalze, i suoi altissimi tacchi a spillo dorati, la dedica: “Tua per sempre, il tuo grande desiderio”. So che davanti a me c’è solo una foto, ma eccita ancora da morire, da masturbarsi.
Passa molto tempo ed un’altra donna, anche se non pienamente, a poi preso il suo posto, ci è voluto molto tempo per comprenderci ma alla fine, certamente non come con lei, stiamo insieme.
Cerco di scopare come con lei, di giocare come con lei, ma non è lei. E’ molto bella, ma diversa, mamma naturale, la mia donna no. Io per scherzo la chiamo la reclame del silicone e che se cade, rimbalza e ritorna in piedi. Agli inizi non accettava l’idea che ero in questo modo ma poi piano piano si è adeguata, fino a divenire una perfetta troia. Quando scopa con i suoi amanti è una furia e contrariamente a mamma fa sesso anche con due o tre uomini insieme. Mamma non l’ho vista mai fare sesso con più di una donna o di un uomo insieme. Ora anche lei ama la lingerie e mi permette di intervenire nei suoi incontri, di farmi vestire da donna e poi farmi scopare dai suoi amici ed amiche. E’ dolcissima e mi ha compreso fino in fondo, ma non è MAMMA.
Questo scritto è per non dimenticarmela mai, ho tanti suoi ricordi, le sue moltissime foto, le più belle e più intime, ma non ho la sua passione, la sua scuola, il suo corpo stupendo, il suo profumo, il MIO DESIDERIO.

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