Mia moglie con il direttore
Quelle stranezze di mia moglie cominciarono a piacermi. Mi sentivo coinvolto, anche se a volte non al 100%. Il fatto di vederla nuda in pose oscene davanti ad un altro uomo mi mandava in bestia, nel senso che mi eccitava da morire. E dire che pensavo invece di essere geloso.
Tuttavia il fatto che lei facesse l’amore in ufficio con un collega e a volte anche due insieme, mi metteva apprensione in quanto temevo che se fosse stata scoperta, oltre al fatto che stavano facendo atti osceni, si stava divertendo tralasciando il lavoro.
Ne parlammo a casa. Le chiesi il motivo di questo suo comportamento da depravata. Rispose che sentiva dentro una voglia irrefrenabile di sesso, di mostrarsi nuda, di fare l’amore con chiunque. Le feci capire che non era tanto normale quel suo comportamento e lei convenne con me che in effetti era molto eccessivo e che in qualche modo si sarebbe contenuta. Almeno quando c’è da fare qualcosa, parliamone assieme.
Un bel giorno in ufficio mi chiamò il nostro direttore il quale mi disse che da qualche tempo mia moglie indossava capi di vestiario alquanto succinti. Gli chiesi se per caso lui fosse contrario all’abbigliamento di mia moglie ed invece rispose che gli faceva piacere, ma aveva timore che qualcuno potesse scambiare quel suo stravagante modo di vestire come se lei fosse compiacente ad essere importunata. Per fortuna non sapeva che era mia moglie ad importunare i colleghi fino a portarseli in archivio e farsi scopare.
Non so perché, ma riferii a mia moglie quella conversazione. Il direttore non era molto anziano, era sui 45/50 anni e faceva la sua figura. Mia moglie iniziò a fare la civettuola anche con lui. Le dissi di andarci piano in quanto avrebbe rischiato un licenziamento in tronco, ma la sua testardaggine la faceva andare avanti. Una mattina mentre stavamo vestendoci per andare al lavoro, le vidi indossare una mini che le arrivava a metà cosce. Fin qui nulla di male. Era davanti allo specchio e non badava a me che osservavo i suoi movimenti. Iniziò a tirarsi su la mini portando la cintola fin sotto il seno. In quel modo la mini le salì vertiginosamente quasi a scoprire il pelo del pube. A quel punto che chiesi cosa stesse facendo e le, candidamente, rispose che aveva voglia di fare arrapare il direttore. Mi sedetti per allacciarmi le scarpe mentre lei era ancora in piedi davanti lo specchio. Mi resi conto che non aveva indossato le mutandine. Pensai che le avesse indossate prima di uscire, quindi iniziai a controllarla se lo facesse.
Mi precedette nell’uscire ed io non le vidi indossare nulla sotto la gonna. Ero tentato di dissuaderla in quel tentativo assurdo, ma allo stesso tempo ero eccitatissimo. Mi veniva voglia di scoparla lì sul pianerottolo di casa. Naturalmente quando uscimmo di casa la sua mini era tornata a posto, nel senso che aveva riportato la cintola in vita e quindi la mini le arrivava a metà cosce.
Giunti in ufficio iniziò con la tattica dell’accerchiamento, come quando si gioca a scacchi e si posizionano per prima i pezzi per poi sferrare l’attacco finale.
Per andare nell’ufficio del direttore occorre passare obbligatoriamente dal mio in quanto io sono il segretario dell’azienda e quindi subito dopo il direttore vengo io.
Ad un certo punto entra mia moglie con due cartelle della firma. Dice che deve andare dal direttore per fargli firmare dei documenti. Non l’aveva mai fatto, anche perché di solito ogni reparto lasciava la propria cartella sulla mia scrivania e quando il direttore era disponibile ero io a fargli firmare il tutto.
Capisco le intenzioni di mia moglie, quindi chiamo il direttore al telefono dicendogli che c’è mia moglie con la firma del suo reparto che deve sottoporgli delle problematiche di persona.
Il direttore dà il consenso all’accesso e per mia fortuna mi dice di entrare anch’io. Mia moglie aveva le cosce completamente scoperte. La mini le arrivava appena all’inguine e la camicia, come per mistero, le si era aperta di altri due bottoni. La vedo piegarsi verso il direttore. Posso vedere completamente il culo nudo e immagino che il direttore stia vedendo qualcos’altro. Infatti mi sposto alla sinistra del direttore e vedo il seno di mia moglie quasi fuori. Le si vedono le areole mentre i capezzoli stanno dentro i lembi per miracolo. Guardo il direttore il quale a sua volta mi dà un’occhiata. Leggo nei suoi occhi un misto di voglia e pietà per quel supplizio.
Non so cosa mi prende, ma dico a mia moglie di prendere anche l’altra carpetta che volontariamente io avevo spostato sul divano proprio di fronte alla scrivania del direttore.
Mia moglie si gira e si piega in avanti senza piegare le ginocchia, proprio come volevo io. In quel preciso istante appare il suo culetto nudo e anche un po’ la figa in quanto lei, sapientemente, aveva appena allargato le gambe. Torna alla scrivania. Il direttore sta sudando tremendamente. Gli porgo dei fazzolettini di carta che lui accetta con piacere, poi gli pongo una bella domanda “direttore, forse l’abbigliamento di mia moglie la turba?”.
Ha un momento di esitazione, poi dice di no e che, anzi, aveva perso il mal di testa iniziale che aveva. Mi guarda e mi sorride facendomi l’occhiolino. Capisco che è partito, che è eccitato e che lo spettacolo che mia moglie gli sta offrendo gli piace. Prendo l’iniziativa di allungare una mano verso mia moglie che è ancora piegata in avanti verso il direttore. Con due dita le sbottono un altro bottone e… accade una meraviglia. Il direttore sbarra gli occhi sul seno di mia moglie che è uscito completamente fuori. Vedo che la sua mano si è fermata, non appone più la firma sui documenti e anzi la penna gli è caduta di mano.
Lo guardo in faccia e vedo che è un po’ pallido. Dico a mia moglie di sedersi sul divano mentre io sbottono la camicia del direttore e slaccio la cravatta per farlo respirare.
Quella puttana di mia moglie si è seduta a cosce spalancate mettendo la figa pelosa in mostra. Il direttore sbianca ancora di più. Esco fuori dall’ufficio e prendo un bicchiere d’acqua dalla boccia che è nel corridoio.
Lui beve senza mai mollare lo sguardo dalla figa di mia moglie che continua a comportarsi da ingenua troia, facendo finta di non accorgersi che ha la figa in vista e sta facendo venire un infarto al direttore.
Per fortuna questi si rianima ed io gli chiedo cosa fosse successo. Non dice nulla; con gli occhi mi indica la figa in mostra di mia moglie ed io gli chiedo “le piace?”. Finalmente riesce a parlare dicendomi che è la cosa più bella che abbia mai visto. Non riesco a comprendere, dal momento che egli è sposato, quindi chissà quante volte avrà visto una figa. Mia moglie esce dall’ufficio salutando educatamente e dopo essersi riassettata il vestito.
Dico tutte quelle cose al direttore il quale si confida dicendomi che sua moglie è una bigotta grassona che non si è mai lasciata guardare da lui. Per spogliarsi va in bagno e ne esce con il pigiama addosso.
Leggo negli occhi del direttore una voglia matta di vedere ancora il corpo nudo di mia moglie. Capisco anche che potrebbe nascere un qualcosa di buono sia per lei che per me in azienda.
A casa ne parlo con mia moglie che, figurarsi, è completamente d’accordo col mio piano. Non che sia qualcosa di illecito, intendiamoci, ma è come dire uno scambio alla pari: tu dai qualcosa a me ed io do qualcosa a te.
Il giorno appresso mia moglie indossa un top con una normale gonna, calze autoreggenti e scarpe di pelle lucida con tacchi alti. A vederla sembra proprio una puttana. Prima di uscire ci mettiamo d’accordo sul da farsi. Mi fa descrive quelle che sono le sue intenzioni.
Verso le dieci, quando gli altri fanno pausa caffè, mia moglie si presenta nel mio ufficio per andare dal direttore. Io avviso il direttore che l’aspettava impaziente. Busso alla porta e annuncio mia moglie. Lei, prima di entrare, abbassa la scollatura del topo facendosi uscire fuori le tette, poi tira su la gonna che, essendo elasticizzata, le si arrotola in vita. In tal modo ha tette, culo e figa scoperti.
Il direttore ha un momento di sbandamento, mi sembra come Jim Carry in “The Mask” quando diventa un lupo al quale escono gli occhi fuori dalle orbite quando vede la Cameron Diaz. Stavo per richiudere la porta ed uscire quando il direttore mi chiede di rimanere.
Assisto allo show di mia moglie che sculetta e si pavoneggia davanti al nostro direttore ormai alla soglia dell’infarto. Terminata la firma il direttore si fa più audace chiedendomi se può conversare un pochino con mia moglie seduti sul divano. Chiaramente acconsento. Mia moglie prende posto accanto a lui sul divano facendo attenzione a lasciare bene le cosce spalancate per mostrare la figa.
Poi inaspettatamente mia moglie li guarda passandosi la lingua sulle labbra. Capisco che ha voglia di far qualcosa. Con lo sguardo le do il mio benestare e lei prende a manovrare la lampo del pantaloni dei direttore che, pietrificato, lascia fare. In un istante il cazzone del direttore è fuori e mia moglie glielo sta prendendo in mano, glielo masturba lentamente e poi glielo prende in bocca.
Vedo il direttore chiudere gli occhi e bearsi di quel momento di estasi. Non riesce trattenersi molto in quanto è eccitatissimo. In un lampo sborra in bocca di mia moglie riempiendogliela. Lei ingoia tutto e con la lingua ripulisce l’asta. Poi mia moglie si alza, mi dà un bacio in bocca e va via dopo essersi ricomposta.
Rimando a guardare il direttore che ha ancora il cazzone fuori, moscio. Senza perdermi d’animo glielo rimetto nella patta e gli tiro su la lampo. Inizia a farmi un romanzo. Fa degli enormi apprezzamenti si mia moglie. Mi dice che ha voglia di scoparla, che ha voglia di vederla tutta nuda ed altre cose ancora.
Dopo quell’esperienza, anch’io ho una voglia matta di scopare mia moglie. La chiamo e andiamo in archivio. La trombo con furia, quasi a farle male, ma lei non sente alcun male, con tanti cazzoni che ormai ha preso in ogni suo buco. Poi le dico quelle che sono le aspirazioni del direttore.
Il giorno dopo, alla solita ora mia moglie si presenta nel mio ufficio. La guardo e vedo che inizia a spogliarsi. Rimane soltanto con le calze autoreggenti e le scarpe col tacco alto, poi bussa alla porta del direttore ed entra. Non faccio in tempo a entrare anch’io, ma sento il direttore fare un apprezzamento di esclamazione che era tutto un programma.
Dopo qualche minuto apro la porta senza bussare, adagio per non farmi sentire. Il direttore è seduto sul divano, nudo, mentre mia moglie è impalata sul suo cazzone e le tette che lambiscono il viso. I capezzoli sfiorano la bocca del direttore e lui l’apre per succhiarli.
Ed eccoli lì, a scopare come dua amanti, anzi sono due amanti mentre io li guardo. E’ troppo eccitante, vorrei resistere ma non ce la faccio. Tiro fuori il cazzo e mi masturbo. Mi avvicino a mia moglie e glielo ficco in bocca al momento di sborrare. Poi esco e vado a riprendere il lavoro. Dopo circa un quarto d’ora vedo uscire mia moglie dall’ufficio del direttore. La vedo raccogliere i suoi vestiti che erano sulla sedia ma non li indossa. Il direttore è sulla porta a guardarla e lei, con i vestiti in mano, apre la porta del mio ufficio scomparendo nel corridoio, nuda con i vestiti in mano e col pericolo che qualcuno potesse vederla.
Quella scena è troppo eccitante. Il direttore ne conviene con me, poi mi dice che ho una moglie bella e puttana. Quasi mi offendo, ma poi penso che a me piace che mia moglie venga definita puttana e piace anche a lei.
